Difficoltà del cambiamento

Alice non cambia le lampadine.
L’ultima volta, l’anno scorso, ha rischiato di cadere dalla sedia. Sente come se sotto i piedi, fra lei e il pavimento, ci sia troppo spazio. Le si incrociano gli occhi, si accuccia sulle gambe piegate e stringe la spalliera della sedia tanto forte da farsi venire le nocche bianche. Allora inizia a sentire il sudore formarsi, ed è freddo, e teme di scivolare o perdere la presa, e stringe più forte. Una volta Marco, il suo fidanzato, l’ha dovuta sostenere con le mani perché rischiava di svenire e gridava di non riuscire a trovare un modo per scendere.
Nella stanza della lavatrice non ci sono finestre. Alice entra, è buio pesto, clicca sull’interruttore ma la lampadina non dà segni di vita: o è fulminata o hanno staccato la luce. Nell’andito la luce è accesa. Alice alza lo sguardo verso il lampadario Ikea e sente le ginocchia cedere. Respira lentamente mentre va a prendere una sedia dalla cucina. La trasporta fino al centro della stanza, la apre e misura l’altezza con lo sguardo. Sono ferme nella stanza: lei, la sedia e la lampadina spenta. Sembra un quadro. Alice si china, poggia la lampadina sulla seduta e stringe la spalliera con tutta la forza che ha. Le gambe cominciano a tremare, lei chiude gli occhi e si ferma. Ora il respiro è affannoso, le piastrelle del pavimento cominciano un moto vorticoso inarrestabile, tutto gira. Una bolla d’aria le spinge la lingua in fondo alla gola, sente di star per svenire, tossisce e vomita sulla sedia.

Allora si allontana, guarda con vergogna la chiazza di vomito sulla sedia, due lacrime le rigano il volto, si siede per terra in un angolo della stanza e allora, solo allora, si sente al sicuro.

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