Pioggia

Adesso della pioggia mi piace il suono, e l’odore che conferisce alla terra quando la bagna.

Mi ricordo di una giornata trascorsa al mare, a casa di parenti. Avrò avuto cinque anni. Ero abbracciato a mia madre, che indossava una felpa in pile – la indossa in tutti i miei ricordi d’infanzia.

Da piccolo avevo le guance enormi: e stretto al fianco di mia madre, la guancia mi si era spalmata sull’occhio sinistro – ci vedevo a metà, si può dire. Guardavo il prato inglese del giardino. Non ricordo perché mi stesse abbracciando, probabilmente avevo appena smesso di piangere, mi capitava spesso e per motivi futili. Aveva iniziato a piovere senza preavviso e senza indugio. Un temporale estivo di quelli che pensi: tanto dura poco – ma poi ogni minuto sembra ti rubi le vacanze intere.
E  le gocce si scaraventano a terra e piegano le fronde della palma al centro del giardino, e in fondo il mare si ingrigisce, e le cicale non si sentono più e io ho un po’ paura.
Mi sento stringere, sollevo lo sguardo e ne trovo un altro, incorniciato da un sorriso.

– Ti piace l’odore della terra bagnata, figlio mi’?
– Mh-mh. Inclino la testa un paio di volte per confermare. In realtà non ci avevo mai pensato.
– Anche a me, molto.

Petricore, ho scoperto si chiami. È l’odore che annuncia l’arrivo di un temporale, e lo stesso che esala dalla terra bagnata. Appena smette di piovere, e le nuvole gonfie e grigie cominciano lentamente ad allontanarsi, vado in veranda e mi sporgo verso le aiuole con i gerani e il ribes e le fragole, inspiro forte e sorrido. Mi sento al sicuro.
Non è l’odore che conta, è chiaro. Probabilmente molti detestano la puzza di melma dei prati in autunno, e se quel giorno al mare non avessi abbracciato mia madre, anch’io sarei fra quelli. Si capisce, però: non è per il profumo. È piuttosto la storia di un temporale spaventoso che si trasforma in uno sguardo d’amore.
L’orrore diventa salvezza. Esci dal terrore di un temporale e ti adagi sul profumo di uno sguardo, e sa di terra bagnata.

Facendola più semplice ancora: quando piove e ho modo di annusare la terra umida, io sento mia madre stretta addosso. Mia madre è nella pioggia.

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